martedì, Novembre 24, 2020

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A 50 anni dalla sua nascita ecco la vera storia del mouse

Parte integrante della nostra vita, il mouse è ormai un oggetto insostituibile

Il mouse compie 50 anni, un’intuizione lo portò sulle nostre scrivanie e da allora, è diventato un oggetto insostituibile. Ricostruiamo allora la storia di un oggetto che ha cambiato per sempre il nostro modo di utilizzare il computer.

Dietro la sua invenzione sono molte le storie che si susseguono, ma la realtà è che l’idea di inventare un oggetto che in base al suo movimento facesse muovere la freccia sul nostro monitor è stata di un ingegnere americano, Douglas Engelbart, che insieme a William English (colui che lo costruì fisicamente), depositò la sua idea proprio 50 anni fa, quando ottenne il brevetto per il mouse.

Da quell’invenzione, però, i due non guadagnarono un dollaro perché quando il mouse iniziò ad essere considerato da tutti con il dovuto rispetto, il loro brevetto era già scaduto e quindi non potevano vantare diritti di alcun tipo. La sua prima applicazione reale si ebbe infatti nel 1981 quando venne, per la prima volta, commercializzato con un computer, lo Xerox 8010 Information System, all’epoca il “puntatore” aveva tre tasti e costava quasi 300 dollari dell’epoca. Fuori mercato.

Ma proprio attraverso quell’uscita, tempo dopo, nella sede di Xerox, Steve Jobs vide per la prima volta quell’oggetto percependone la portata rivoluzionaria. Il fondatore della Apple decise che anche da lì sarebbe passato il futuro della tecnologia e della sua azienda, purché si abissasse il prezzo di vendita però, che infatti fece scendere a 15 dollari. La prima uscita targata Apple si registra nel 1983 con Apple Lisa, pc lanciato da Jobs in quell’anno, il mercato però non apprezzò troppo il computer di Jobs.

Il vero lancio del mouse nell’olimpo della tecnologia arrivò l’anno successivo, nel 1984 con il Macintosh, il cui costo era un quarto di quello di Lisa: 2500 dollari di allora contro i 10 mila del suo predecessore. Quel computer divenne, secondo molti, il primo computer per la masse e insieme a quello il mondo scoprii l’utilità del mouse. Il New York Times restò folgorato da quell’oggetto “Invece di digitare le istruzioni, si punta sulle immagini dello schermo facendo scorrere un dispositivo mosso dalla mano chiamato mouse si legge sul Times – lungo la parte superiore della scrivania accanto al computer, mentre il mouse si muove, il cursore, la freccia che punta a posizioni particolari dello schermo, si sposta di conseguenza”.

Da allora tanta strada ha fatto il mouse venendo integrato talvolta in alcuni computer e resistendo ai tentativi di sostituirlo da parte di alcune tavolette grafiche. Il mouse resta al suo posto, al nostro fianco, permettendoci di leggere (e prima ancora di scrivere) anche quest’articolo. Grazie mouse.

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