giovedì, Febbraio 25, 2021

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L’assenza di turisti, ma anche di congressi, grandi eventi e fiere penalizza le strutture ricettive di tutte le principali destinazioni italiane, e città come Milano, Roma, Venezia e Firenze – solitamente prese d’assalto a settembre – sono costrette a ridurre drasticamente i prezzi pur di attrarre i viaggiatori. La città che perde di più però è Trapani dove le tariffe alberghiere sono calate del 20,3% rispetto a settembre 2019. Milano è a breve distanza, il prezzo di una camera qui è calato del 20,2%. Seguono poi Firenze (-19,6%) e Venezia (-17,7%), e ancora Verona (-14,5%), Bologna (-13,8%) e Roma (-13,1%).

Il bilancio lo traccia l’Unione Nazionale Consumatori, basandosi sui dati dell’Istat sull’inflazione, che sottolinea come in media in Italia le tariffe alberghiere siano calate del 6,3%. Anche a agosto si era registrato un calo, ma era decisamente inferiore (-2,1%), e questo sembra annunciare che il fenomeno si va acuendo. Ci sono comunque delle città che chiudono in positivo, e le tariffe subiscono anche degli aumenti importanti, non si tratta però delle classiche mete turistiche: a Cosenza il prezzo di una camera sale del 12,2%, a Pescara del 9,3%, a Rovigo dell’8,5%. Per quanto riguarda le regioni, il Lazio subisce la contrazione maggiore (-12,2%), seguito da Liguria (-11,1%) e Toscana (-10%). All’opposto della classifica la Calabria (+5,7%), il Trentino Alto Adige (+4,6%) e la Valle d’Aosta (+0,8%).

“Ad agosto la deflazione riguardava soprattutto le città d’arte, ora tocca anche a quelle che a settembre organizzavano manifestazioni importanti, come Milano e Genova” commenta Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Gli albergatori hanno ridotto i prezzi pur di attrarre clienti, anche se non è bastato, essendo pure le famiglie in difficoltà”. E Dona sottolinea quindi che “Il bonus vacanze, che peraltro gravava finanziariamente per l’80% sugli albergatori già in crisi di liquidità, si è dimostrato un flop”, e chiede “di non congelare le risorse inutilizzate fino al 2021 ma di reinvestirle subito in altre forme di sussidi, come la riduzione temporanea dell’Iva”.

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