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Apple pagherà 113 milioni di dollari di multa per Battery Gate

La questione riguarda l'obsolescenza programmata di alcuni dispositivi Apple

Apple pagherà 113 milioni di dollari di multa per il caso del Battery Gate. L’azienda di Cupertino, secondo il Washington Post, sarebbe disposta a pagare un risarcimento nell’ambito del caso dell’obsolescenza programmata.

Il caso è nato qualche anno fa, quando oltre 35 stati americani avevano fatto causa alla Apple accusandola di obsolescenza programmata. Nel 2017 infatti, il Guardian pubblica un articolo secondo cui su numerosi iPhone, gli aggiornamenti via via proposti da Apple, avrebbero rallentato, e di molto, le prestazioni dei dispositivi fino ad essere resi inutilizzabili, costringendo infine l’utente all’acquisto di un nuovo cellulare.

Le reazioni della dirigenza Apple non si fecero attendere e, poco dopo lo scoop del Guardian, dichiararono che, era effettivamente vero che gli aggiornamenti portavano ad “minore prestazioni energetica” degli iPhone ma non per un disegno già previsto quanto piuttosto per un naturale processo di usura delle batterie. Per tutto il 2018 viene quindi prevista l’opportunità, per i clienti Apple, di sostituire le batterie dei propri iPhone gratuitamente: 11 milioni i dispositivi coinvolti.

La spiegazione e le mosse successive però, convinsero in pochi e da lì sono partite numerose cause e class action: una fra tutte quella di alcuni stati americani che proprio in questi giorni sembrano quindi aver raggiunto un accordo. La cifra pattuita per il risarcimento è molto più bassa rispetto a quella inizialmente chiesta di 500 milioni di dollari ma soddisfazione è stata espressa da Mark Brnovich, procuratore generale dell’Arizona, lo Stato che guida la class action contro Apple: “Le Big Tech devono smettere di manipolare i consumatori e dire loro la verità sulle loro pratiche i loro prodotti”.

La causa per cui sembra si sia raggiunto un accordo però, non è l’unico grattacapo cui deve pensare l’ufficio legale della società fondata da Steve Jobs, infatti, anche nel nostro Paese, l’Antitrust ha avviato un’indagine che ha portato ad una multa di 10 milioni di dollari per il colosso statunitense, stesso discorso in Francia dove è stato costretto a pagare 25 milioni di euro di risarcimento.

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