martedì, Novembre 24, 2020

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Industria: a settembre crollano fatturato e ordinativi

Per l'Istat si blocca la crescita partita a luglio, alla fine del lockdown

Tornano a calare, dopo un trend positivo, i dati relativi al fatturato dell’industria come ha evidenziato il nuovo report dell’Istat relativo al mese di settembre. I nuovi numeri hanno evidenziato una dinamica congiunturale negativa a settembre nonostante, su base trimestrale, la crescita rimanga sostenuta sia per quanto concerne la componente interna che per quella estera. L’ultimo report Istat ha evidenziato un calo netto del 3,2% per quanto attiene il fatturato dell’industria: il dato deve essere letto al netto della stagionalità. Una dinamica che di fatto interrompe il trend ascendente iniziato dopo la fine del lockdown, da luglio in poi. Nell’ultimo trimestre (luglio-agosto-settembre), la media relativa ai fatturati ha fatto registrare un incremento del 33,4% rispetto al trimestre aprile-maggio-giugno, che era stato fortemente condizionato dalle chiusure dettate dall’emergenza sanitaria.

Un calo congiunturale si registra a settembre anche per quanto concerne gli ordinativi destagionalizzati. Il calo si accentua molto di più per quanto concerne il fatturato (-6,4%), mentre si registra una impennata del 40,7% rispetto al trimestre aprile-maggio-giugno. Nel suo complesso, la dinamica congiunturale del fatturato ha evidenziato una flessione decisa del mercato interno (-4,9%) e un aumento molto risicato per quanto concerne il mercato estero che cresce solo di due punti decimali. Male anche il dato concernente gli ordinativi, il cui calo congiunturale è la plastica rappresentazione delle contrazioni delle commesse provenienti sia dal mercato interno (-5,7%) che da quello estero (-7,3%).

Fatturato Settembre, i dettagli per i raggruppamenti principali

Scendendo nel dettaglio, i nuovi dati Istat sul Fatturato a Settembre hanno evidenziato una crescita congiunturale solo per quanto attiene i beni strumentali (+0,9%), mentre gli altri raggruppamenti segnano il passo. Calano del 3,5% i beni di consumo, mentre i beni intermedi flettono del -5,6% e -7,3% per l’energia. Per quanto concerne il confronto con l’anno precedente, corretto per gli effetti del calendario (22 giorni lavorati a settembre 2020 contro i 21 del 2019), il fatturato totale diminuisce fa registrare una contrazione del 4,6%, riflettendo un calo analogo registrato sia sul mercato interno (-4,5%) che su quello estero (-4,9%).

Sicuramente più confortanti i dati relativi al comparto manifatturiero e per il settore dei mezzi di trasporto. Soprattutto questo secondo comparto fa registrare l’aumento tendenziale più cospicuo (+4,6%), mentre le altre industrie manifatturiere e delle riparazioni fanno registrare un lusinghiero +2,6%). Tracolla invece il mercato relativo ai computer e all’elettronica così come l’attività di raffinazione del petrolio. L’elettronica fa registrare un eloquente -11% mentre addirittura la raffinazione del petrolio fa registrare un crollo del 34,7%.

Cresce, in termini tendenziali, l’indice grezzo degli ordinativi che fa registrare un +3,2%. Per questo segmento c’è da registrare un incremento asimmetrico fra mercato interno (+5,1%) e mercato estero (+0,4%). L’impennate tendenziale più corposa si registra, nello specifico, nel settore relativo ai mezzi di trasporto (+17,6%) e la produzione di legno e carta (+4,7%). Frenano in modo consistente anche gli ordinativi dell’industria farmaceutica che fa registrare un calo di quattro punti percentuali. Male anche il segmento dei computer e dell’elettronica (-4,1%).

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