mercoledì, Gennaio 20, 2021

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Censis: con la crisi ci sono 600mila nuovi poveri

Più di un italiano su 2 ha paura di restare senza fonti di reddito

La crisi economica innescata dal Covid ha colpito pesantemente i bilanci delle famiglie italiane, oggi ci sono 600mila poveri in più, mentre 5 milioni di persone non riescono a mettere a tavola un pasto completo, 7,6 milioni di famiglie scontano un forte peggioramento nel tenore di vita, e 23,2 milioni hanno fronteggiano le difficoltà provocate dai redditi ridotti, e 9 milioni infine hanno fatto ricorso a banche e familiari per sostenere determinate spese. Lo mette in evidenza il Censis-Tendercapital nel report “La sostenibilità al tempo del primato della salute”.

Gli italiani poi non nascondono una forte apprensione per il futuro: il 53% delle persone più in difficoltà temono di restare completamente senza un reddito, e il 42% degli italiani ritiene che il proprio lavoro sia rischio. “La pandemia lascerà una società impaurita, con delle diseguaglianze maggiori, in cerca di opportunità di crescita. E per questo ci vorrà lo sforzo di tutti i soggetti, le imprese e i mercati” ha detto il Professor Giuseppe De Rita, presidente del Censis nel corso della presentazione che si è svolta al Senato, sottolineando che un presupposto fondamentale della crescita sono “la coesione sociale e un buon welfare”.

La pandemia però non ha ampliato solamente le disparità sociali, ma anche quelle di genere e quelle generazionali. La differenza tra i tassi di occupazioni maschile e femminile si è ampliata, e nel secondo trimestre del 2020 ha raggiunto i 20 punti. Per le donne infatti il tasso di occupazione è al 48,4% (è sceso del 2,2% rispetto al 2019), mentre per gli uomini arriva al 66,6% (la contrazione è dell’1,3%, quasi la metà di quella registrata per le donne). Inoltre, il 34,8% delle donne ritiene che le proprie condizioni lavorative siano peggiorate, nel caso degli uomini si scende al 23,9%. Anche nel caso dei lavoratori più giovani l’impatto della crisi è stato maggiore che per quelli più anziani.

Pier Paolo Baretta, sottosegretario all’Economia, ha quindi sottolineato che è necessario dare vita a “Una strategia caratterizzata da una ristrutturazione del tessuto produttivo e distributivo”. Il punto di partenza sono “le potenzialità del nostro Paese come l’industria manifatturiera e il turismo. Ma occorrerà anche mettere il risparmio privato a disposizione della crescita” ha sottolineato Baretta, anche se poi ha escluso “qualsiasi ricorso a una patrimoniale“.

Il rapporto pone anche l’accento anche su alcuni aspetti della società che nei mesi della pandemia si sono rivelati particolarmente critici, a iniziare dal digital divide: tra le famiglie più abbienti appena l’1,9% non ha accesso a internet, mentre tra quelle a basso reddito il tasso schizza al 40%.

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