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Competitività aziende, crescono fatturato e numero di addetti

Nel 2018 il fatturato cresce del 3,8% in Italia e del 3,3% all’estero

Il 2018 è stato un anno, nel complesso, molto incoraggiante per quanto concerne i dati sulla competitività delle imprese multinazionali. Secondo l’ultimo report pubblicato dall’Istat, il fatturato ha fatto registrare un incremento del +3,8% in Italia e del +3,3% all’estero. Dal report si evince anche l’evidente maggior corposità del contingente delle imprese a controllo estero rispetto alle aziende italiane (93,2 addetti contro 3,6) mentre la dimensione media delle aziende controllate italiane all’estero annovera una media di 75,1 addetti. In tema di produttività, le multinazionali estere (aventi sede nel nostro paese) possono vantare dei dati migliori rispetto alle imprese a controllo nazionale (86,2 mila contro 50,7 mila euro). Una propensione alla crescita, quelle delle multinazionali, che è anche evidenziata dal dato relativo al biennio 2019-2020, in cui il 45,1% dei principali gruppi multinazionali italiani e il 40,9% di quelli dei servizi, hanno effettuato investimenti che comportano il controllo di aziende all’estero.

Il report ha anche evidenziato come, sia le multinazionali estere che quelle italiane all’estero, hanno contribuito in modo importante allo sviluppo e alla crescita del nostro sistema produttivo, basta pensare che le multinazionali estere, nel 2018, hanno evidenziato una crescita rispetto all’anno precedente in fatto di aumento delle unità produttive e del personale. Rispetto al 2017 le 15.519 aziende controllate, hanno visto crescere di oltre 81 mila unità (+6%) il proprio contingente, mentre il fatturato è balzato sopra i 21 miliardi (+3,8%). E’ cresciuta in modo considerevole anche la spesa in Ricerca e sviluppo (+13,1%). Un contributo sicuramente importante quello offerto dalle multinazionali estere ai principali aggregati economici dell’industria e dei servizi. Le multinazionali estere vantano (nel 2018) l’8,3% del numero totale degli addetti impiegati in Italia, ma anche il 18,6% del fatturato complessivo (+0,1) e il 15,5% del valore aggiunto (+0,2 punti). Vantano altresì il 23,6 % della spesa effettuata nel nostro paese in Ricerca e sviluppo (+1.2). La crescita più corposa è stata registrata nei comparti manifatturieri (+52,7% rispetto al 2017) e nel settore dell’elettronica e della fabbricazione di pc e prodotti annessi. Cresce anche il settore legato alle apparecchiature elettromedicali, di misurazione e di orologi (+27,1%), così come fa registrare un lusinghiero +13,7% il comparto relativo alla fabbricazione di altri mezzi di trasporto. Confortanti anche i dati relativi al fatturato prodotto dalle multinazionali italiane sulle 22.762 controllate estere. Sono stati fatturati infatti oltre 475 miliardi (+3,3%) mentre il fatturato (al netto delle spese per beni e servizi) ammonta a 140 miliardi (+6,4%).

Cala fatturato e numero degli addetti nel comparto farmaceutico

Cala invece il numero delle aziende affiliate estere nel settore dell’industria che attualmente vanta 9.195 unità. La parte del leone la fanno le aziende affiliate attive nei settori non finanziari (che complessivamente vantano 13.567 unità) con oltre un milione di addetti e cioè il 63,5% del totale complessivo (+2,8% rispetto all’anno precedente) e 321 miliardi di fatturato (+4,2% rispetto al 2017). Dei 321 miliardi, 94 sono quelli al netto degli acquisti di beni e servizi (+7,6%). I dati positivi però, in ordine alla competitività delle aziende multinazionali si fermano qui. Nel 2018, anche dopo le numerose acquisizioni dall’estero di grandi gruppi italiani, sono state registrate delle forti perdite in determinati comparti fra i quali anche la fabbricazione di prodotti farmaceutici che hanno visto una contrazione del numero di addetti del 13,6% e un crollo del 25% del fatturato. Male anche il dato relativo al fatturato al netto degli acquisti di beni e servizi (-19,3%). A trainare la crescita e compensare i dati negativi derivanti dalle acquisizioni dall’estero, è il settore della fabbricazione di autoveicoli rimorchi e semirimorchi e di apparecchiature elettriche e per uso domestico non elettriche, oltre ai classici settori alimentare, tessile e abbigliamento. Ad oggi le controllate estere in Italia vantano una media complessiva di oltre 93 addetti mentre le controllate italiane all’estero si fermano a 75,1 addetti di media.

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