martedì, Novembre 24, 2020

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Confcommercio, a ottobre i consumi scendono in picchiata

Frena anche il Pil, calerà del 4% nel terzo trimestre

A ottobre tornano in rosso i consumi, l’Indicatore dei Consumi di Confcommercio (l’ICC) crolla addirittura dell’8,1%, a causa del riacutizzarsi della pandemia e delle prime misure di contenimento. Il dato negativo spicca ancora di più se si considera che nel terzo trimestre si era registrata una decisa ripresa e che l’ICC a settembre segnava uno scarto molto più contenuto, -5,1%. In particolare, a ottobre si registra una decisa frenata della componente servizi (-27,7%), affossata dai dati della filiera del turismo, dei servizi per il tempo libero e dei trasporti. In questi casi, addirittura, i livelli della domanda si avvicinano a quelli di marzo, quando esplose in pieno la prima emergenza coronavirus. Per la componente dei beni, invece, i livelli registrano un leggero aumento rispetto a un anno fa (+0,2%). Per quanto riguarda i prezzi, invece, prosegue la fase di deflazione già avviata a maggio. A novembre si stima infatti una contrazione dello 0,1% su base mensile e dello 0,2% rispetto ai livelli di un anno fa.

Secondo Confcommercio anche il Pil è destinato a risentire pesantemente della situazione epidemiologica. A novembre si stima una contrazione del 7,7% rispetto al mese precedente e del 12,1 rispetto ai livelli di un anno fa. A meno che a dicembre non metta a segno una ripresa – che secondo l’Associazione appare tuttavia improbabile in questo scenario – nel quarto trimestre il Pil perderà oltre il 4%. Questa performance comunque non inciderà sulle stime per l’intero anno (il Pil calerà tra il 9% e il 9,5%), visto che il terzo trimestre ha beneficiato di una spinta decisamente superiore alle attese. L’ingresso nel nuovo anno sarà tuttavia ben peggiore del previsto, e questo comprometterà il rimbalzo statistico atteso per l’anno prossimo.

“L’aggravarsi della pandemia e nuovi lockdown pesano sulla nostra economia già provata dalla crisi. Ne risentono i consumi e crescono i rischi per l’atteso rimbalzo del Pil nel 2021” commenta Carlo Sangalli, presidente della Sigla. “Preoccupa, inoltre, la stretta del credito imposta dalle nuove regole dell’Unione europea. Occorre una reazione più forte subito: indennizzi adeguati per le imprese e moratorie fiscali e creditizie. Nello stesso tempo chiediamo che legge di Bilancio e Piano di ripresa puntino sugli investimenti necessari a rimettere in moto produttività e crescita a vantaggio di più coesione sociale”.

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