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Il crollo del settore ha penalizzato anche i consumi: in fumo oltre 50 miliardi di euro

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Per il turismo si chiude un anno da dimenticare: negli ultimi 12 mesi l’emergenza pandemica ha fatto svanire oltre 240 milioni di presenze turistiche (pari a un crollo del 55%), riportando il mercato turistico ai livelli del 1969, oltre 50 anni fa. Il crollo oltretutto non riguarda le sole attività ricettive e i servizi del turismo, ma ha penalizzato anche i negozi e i pubblici esercizi che – a causa della mancanza dei viaggiatori – hanno dovuto rinunciare a 50 miliardi di euro di consumi. A tirare le somme è Assoturismo Confesercenti che ha commissionato un’indagine al Centro Studi Turistici di Firenze.

Il solo stop ai viaggi per la fine dell’anno lascerà a casa almeno 3,5 milioni di turisti – tra italiani e stranieri – che avrebbero dato vita a 10,4 milioni di presenze e a una spesa di 1,2 miliardi di euro in beni e servizi. Ulteriore beffa, oltretutto, il fatto che il Capodanno 2021 godrà di un calendario particolarmente favorevole per gli spostamenti, visto che avrebbe distribuito i flussi su almeno 5 giorni, da mercoledì 30 dicembre a domenica 3 gennaio.

Ma tutto il 2020 è stato un anno orribile: il settore turistico ha rinunciato a 83,6 milioni di pernottamenti che avrebbero effettuato i turisti italiani e 157,1 milioni di quelli stranieri. Gli arrivi invece sono crollati del 61,8% e si sono attestati a quota 50,2 milioni. La contrazione maggiore si è registrata nel caso dei turisti stranieri: hanno trascorso nelle strutture italiane circa 63,5 milioni di notti, il 71,2% in meno rispetto al 2019. Migliori i dati degli italiani, ma anche in questo caso si registra una contrazione fortissima (132,5 milioni, -38,7%).

Il crollo nei flussi turistici ha avuto pesanti ripercussioni anche sul sistema economico nazionale, visto che ha penalizzato anche la spesa in beni e servizi di diversi settori. Non sono diminuiti solamente i clienti delle strutture ricettive, ma anche i vacanzieri che sfruttavano le seconde case, ospiti di amici o parenti o che soggiornavano in strutture non ufficiali. Confesercenti stima che i consumi turistici abbiano raggiunto i 50,1 miliardi di euro: oltre 32,9 miliardi (il 65,7% del totale) in consumi turistici degli stranieri e oltre 17,1 miliardi (34,3%) di spesa dei connazionali.

“È una crisi senza precedenti per il settore, con presenze turistiche più che dimezzate e prospettive ancora azzerate: difficile, infatti, che i flussi di viaggiatori riprendano prima della seconda metà del prossimo anno”, osserva Vittorio Messina, presidente nazionale di Assoturismo Confesercenti, sottolineando che adesso serve un piano per ripartire. “I sostegni a fondo perduto devono proseguire, ma sono necessari investimenti consistenti mirati al rilancio delle imprese”. Anche perché non solo il turismo “è tra i più colpiti in assoluto dall’emergenza pandemica”, ma è anche “vitale per la ripresa della nostra economia“. Di norma infatti assicura “direttamente ed indirettamente, il 13% del Pil”.

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