martedì, Novembre 24, 2020

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Covid, gli italiani in vacanza tagliano sul cibo: spesa -30%

Quasi azzerato il flusso di turisti stranieri, ma anche gli italiani spendono meno

L’emergenza Covid colpisce anche i ristoranti nei luoghi di villeggiatura, la spesa che i turisti hanno effettuato per assaporare piatti tipici e specialità di pesce è crollata infatti del 30%. Questo segmento – formato da ristoranti, pizzerie, trattorie o agriturismi, ma anche da street food e specialità enogastronomiche – aveva registrato una crescita costante nell’ultimo decennio, ma nel 2020 scende sotto i 20 miliardi di euro. Lo rileva Coldiretti-Ixè, sottolineando che la contrazione non ha solamente messo in difficoltà i ristoranti italiani, ma ha avuto anche pesanti ripercussioni su tutta la filiera.

Colpa della ridotta disponibilità economica degli italiani, ma soprattutto della quasi totale assenza di turisti stranieri, “A partire da quelli con elevate capacità di spesa come gli americani, colpiti dal blocco delle frontiere e dalle preoccupazioni per il ritorno della pandemia” spiega Coldiretti. “Un’assenza che ha un impatto rilevante sulle attività di ristoranti, bar e agriturismi, oltre che sugli acquisti diretti di prodotti agroalimentari. Ad essere colpite sono state soprattutto le città d’arte, storiche mete del turismo dall’estero con trattorie, ristoranti e bar praticamente vuoti”.

Il contributo dei turisti italiani, poi, “non riesce a compensare il calo dovuto alla mancanza di stranieri”. Da un lato, è vero che è cresciuta la quota di turisti nostrani che ha scelto di rimanere nel Belpaese – sono stati il 93%, contro l’86% del 2019 – dall’altro però sono calati sia il numero complessivo di vacanzieri, sia i budget destinati alle ferie. Solo 34 milioni di italiani si sono concessi un periodo di ferie di almeno qualche giorno. Inoltre, la spesa media totale degli italiani è crollata infatti a 588 euro per persona, il 13% in meno rispetto allo scorso anno.

In generale si è optato per ferie più brevi, meno lontane e incentrare soprattutto votate al relax. La maggioranza degli italiani ha scelto poi di utilizzare le seconde case, o di alloggiare in quelle di parenti e amici. In crescita anche i campeggi con i camper, mentre sono in sofferenza gli alberghi. Tutto questo ha favorito le cene a casa che hanno consentito oltretutto di evitare affollamenti in bar e ristoranti.

L’enogastronomia almeno recupera con i souvenir: praticamente un italiano su due (il 49%) sceglie di riportare a casa o regalare a parenti e amici un prodotto tipico. Tra le specialità più acquistate vincono i formaggi davanti a salumi, vino, olio extravergine d’oliva e liquori, un’ulteriore conferma del fatto che la ricerca dei prodotti tipici è un ingrediente irrinunciabile delle vacanze in un Paese come l’Italia che è leader mondiale incontrastato nel turismo enogastronomico.

“L’Italia è il solo Paese al mondo che può contare primati nella qualità, nella sostenibilità ambientale e nella sicurezza della propria produzione agroalimentare che peraltro ha contribuito a mantenere nel tempo un territorio con paesaggi di una bellezza unica” commenta Ettore Prandini, presidente della Coldiretti . “Il buon cibo insieme al turismo e alla cultura rappresentano le leve strategiche determinanti per un modello produttivo unico che può essere determinante nel rilancio del Sistema Paese così duramente colpito dalla pandemia”.

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