martedì, Novembre 24, 2020

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Dai giganti del web solo 42 milioni di euro versati al fisco

Il dato italiano è simile a quello di tanti altri Paesi ma la digital tax sembra ancora parecchio lontana

Google, Amazon, Facebook, Uber, Airbnb Apple e Booking, complessivamente nel 2019, hanno versato al fisco italiano “soltanto” 42 milioni di euro. Non siamo però di fronte ad un caso di grave e spregiudicata evasione fiscale, infatti, queste multinazionali del web hanno pagato al nostro erario esattamente quanto è stato loro detto di pagare.

L’annoso e irrisolto problema di quanto è giusto che paghino i big del web, prosegue nel suo tortuoso percorso che forse un giorno, chissà, porterà all’istituzione della tanto discussa digital tax. Un numero può esserci utile a capire la mole di affari di questi giganti: la società di diritto italiano di Amazon, che nel nostro Paese fattura 4 miliardi e mezzo di euro, ha versato nelle casse dello stato 11 milioni in tasse.

La questione della corretta tassazione dei giganti del web non è certo un problema solo italiano, queste società innanzitutto hanno avuto l’abilità di indirizzare, in modo assolutamente legale e lecito, gran parte dei loro profitti in Paesi in cui l’aliquota è ancora più bassa che da noi. Inoltre, si fatica a trovare dal punto di vista geopolitico una visione comune che possa far rotta verso una digital tax internazionalmente applicata.

Sul tavolo dell’Ocse un’ipotesi diversa

Sul tavolo dell’Ocse c’è una proposta che, se approvata, porterebbe le società di Zuckerberg, Bezos and friends a pagare almeno parte delle imposte nei Paesi dove si generano fatturati e utili, eliminando così quella pratica molto controversa di spostare le basi imponibili in Paesi a tassazione ridotta. Su questa visione convergono la Francia, che ha approvato una digital tax nel suo Paese con un’aliquota al 3% e la Germania.

Ad opporsi ci sono invece gli Stati Uniti che vedono in prima persona il Presidente Trump, minacciare ritorsioni ai Paesi che appoggeranno l’idea franco-tedesca. L’ostruzionismo a stelle e strisce porterà, secondo gli esperti, quasi sicuramente un naufragio della proposta in casa Ocse ma Macron e Merkel stanno spingendo per portare alla luce una digital tax europea anche se Olanda, Irlanda e Lussemburgo hanno già promesso battaglia.

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