martedì, Novembre 24, 2020

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Il Mef rivede le stime sul Pil, e le migliora rispetto all’Ocse

Le nuove previsioni arriveranno con la nota di aggiornamento del Def

Le stime del governo sul Pil Italia sono decisamente molto più ottimistiche rispetto a quelle preventivate dall’Ocse, che aveva previsto un crollo a doppia cifra. La nota di aggiornamento del Def, secondo le prime indiscrezioni che stanno circolando, prevederebbero un calo del Pil attorno al 9% mentre, secondo l’Ocse, la migliore delle previsioni stimerebbe un calo superiore al 10%. Lo stesso ministro Gualtieri, pochi giorni fa, aveva dispensato parole ottimistiche su una possibile ripresa, anche alla luce dei dati molto positivi sul fronte della produzione industriale nell’ultimo trimestre.

Nel mese di aprile 2020, nel Def si stimava un calo dell’8% il dato sul Pil, pertanto si può parlare di un ritocco al ribasso ma pur sempre molto meno negativo rispetto alle previsioni Ocse. Al momento, però, ogni stima deve essere intesa come puramente aleatoria anche perché non si conosce ancora l’evoluzione della pandemia in Italia e il possibile effetto sull’economia nell’ultima parte dell’anno.

La spinta degli interventi del Governo: Cura Italia e Decreto Agosto

Di certo, le misure predisposte dal governo col decreto Cura Italia e col decreto Agosto, hanno dato una spinta importante alla nostra economia, contribuendo a limitare i danni in maniera consistente. Ma hanno inciso pesantemente sul deficit che quest’anno si spingerà oltre il 10,4% del Pil e proietterà il debito pubblico al di sopra del 160%. La speranza, per il 2021, è quella che il Recovery Fund possa consentire una ulteriore crescita della nostra economia, rendendo il rimbalzo atteso ancora più corposo e convincente. Se il processo già preventivato per ottenere i fondi dovesse rispettare i paletti e l’iter atteso, già in primavera dovrebbe arrivare una prima tranche del 10% delle risorse complessive che il governo investirà in infrastrutture al fine di rilanciare l’economia. Si tratta di circa 20 miliardi di euro pari ad un punto di Pil che verrebbe riversato nell’economia contribuendo all’innalzamento del Pil.

L’impatto dei sussidi sulla nostra economia

La crescita per il prossimo anno (oggi stimata al +4,7% circa) potrebbe essere ben più sostenuta, toccando quota 6%, in perfetta armonia con le stime dell’Ocse. I sussidi avrebbero un impatto positivo sulla nostra economia, un po’ meno sul deficit e sul debito complessivo. Solo una parte infatti arriverà a fondo perduto, mentre una grossa parte dovrà essere restituita anche se a tassi agevolati. L’intento del governo è quello di ottimizzare l’investimento di tali risorse, dimostrando ai mercati di poter imboccare la strada giusta verso il rilancio dell’economia. Non si sa ancora se l’anticipo del Recovery Fund verrà erogato totalmente in Grants o anche in Loans, con conseguenze non indifferenti sui conti pubblici. In tal caso richiederebbe sforzi molto complessi in tema di gestione del bilancio.

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