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La sua azienda oggi vanta una capitalizzazione di mercato di oltre 1,5 miliardi di dollari

Brunello Cucinelli oggi è conosciuto per aver fondato una autorevole casa di moda italiana diventata negli anni uno dei marchi del lusso fra i più popolari al mondo. Cucinelli, oltre ad esserne il fondatore, ne è anche amministratore delegato e designer. La sua azienda oggi vanta una capitalizzazione di mercato di oltre 1,5 miliardi di dollari. Cucinelli nasce in un ambiente umile. Secondo quanto riportano le fonti autobiografiche, viveva addirittura in una casa priva di elettricità e acqua corrente. Oggi, all’età di 60 anni, è uno degli imprenditori più conosciuti al mondo nel settore della moda con particolare riferimento al cashmere.

Piccoli cenni biografici

Diplomato geometra, dopo essersi iscritto alla facoltà di ingegneria, decide di interrompere gli studi. Nel 1978 fonda una impresa che dà una scossa al mercato con la sua idea, solo apparentemente “bizzarra” ma incredibilmente rivoluzionaria, di colorare il cashmere. Fin dalla tenera età coltiva il sogno di diventare un imprenditore di successo concependo l’impresa come il luogo ideale per dare “dignità morale ed economica all’uomo”. Un pensiero che ben fotografa la sua personalità e la sua filosofia di vita ma anche il successo della sua impresa. Non ha mai abbandonato, nel corso di tutti questi anni, il suo sogno di un capitalismo in grado di valorizzare e non mortificare l’uomo. Un uomo dalle grandi prospettive e dalle larghe vedute che ha rivoluzionato e umanizzato il settore del lusso.

Le idee e i principi di Brunello Cucinelli

In una intervista pubblicata su Business of Fashion ha dichiarato che le sue intenzioni originarie erano quelle di diventare un vero esperto del lusso: “Volevo ricavarmi un ruolo in un mercato di nicchia. Non c’era il cashmere colorato per le donne. Così sono andato al negozio di tintura e qui avevamo il più famoso esperto di tinture, un ragazzo giovane, ho detto: “Vorrei che fosse arancione”. L’imprenditore italiano conquistò presto il mercato lanciando tre maglioni girocollo e tre maglioni con scollo a V, vendendone 400 nei primi tre mesi.

Nei successivi 15-20 anni il marchio è rimasto interamente concentrato su una categoria di prodotto. “In termini di prodotto, era innovativo. Cercavo la perfezione per una sola cosa: ero l’uomo con i maglioni, il ragazzo in cashmere. L’abbigliamento femminile è stato il primo passo e poi, intorno agli anni ’90, abbiamo sviluppato anche il segmento dedicato all’abbigliamento maschile, ma solo con la maglieria. La mia speranza era che fosse moderna, curando i colori, le forme”.

L’escalation di successi e la quotazione in Borsa

Nel 1998-99 l’azienda di Cucinelli è riuscita a vendere qualcosa come 200.000 maglioni all’anno, nonostante l’etichetta gestisse un solo minuscolo negozio monomarca. Nel 2000, a seguito delle richieste dei buyer americani per un look completo di Brunello Cucinelli, il marchio amplia la propria offerta di prodotti. In un periodo di sei anni, durante i quali il marchio ha lanciato ogni anno quattro o cinque negozi in tutto il mondo, Brunello Cucinelli ha creato il suo marchio omonimo. Cucinelli ha portato la sua azienda in borsa nell’unica IPO alla Borsa di Milano nel 2012, diventando miliardario. La sua azienda ha generato entrate per 444 milioni di dollari nel 2013.

Cucinelli ha costruito la sua azienda con un profondo rispetto per i suoi dipendenti dimostrandosi un businessman sempre dai contorni umani e umili nonostante i grandi successi ottenuti in tutto il mondo. In linea con quella che definisce una filosofia del capitalismo umano, ogni capo di abbigliamento creato dalla sua azienda è prodotto in Italia, principalmente a Solomeo, un borgo perugino del XIV secolo che Cucinelli ha amorevolmente e personalmente restaurato negli ultimi due decenni e che ispira anche le sue creazione. In tutto sono 720 i dipendenti lavorano a Solomeo e, in media, sono pagati circa il 20 per cento in più di quanto guadagnerebbero altrove.

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