martedì, Novembre 24, 2020

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Lanciata Crew Dragon, la navicella spaziale di Elon Musk

Il lancio in orbita di una navicella spaziale di Space X segna un nuovo inizio

Il primo viaggio commerciale verso la stazione spaziale ISS è avvenuto con successo all’una e 27 di lunedì (ora italiana). A nove anni di distanza dal ritiro dello Shuttle, un’astronave statunitense, con a bordo personale statunitense, torna a volare nello spazio.

La partenza da Cape Canaveral era stata ritardata di un giorno a causa della tempesta tropicale Eta. Il secondo tentativo di lancio è andato invece a buon fine segnando l’inizio, per tre astronauti americani: Mike Hopkins, Victor Glover, Shannon Walker e un giapponese Soichi Nogochi; di una missione storica per i lanci in orbita.

La navicella Crew Dragon, è infatti stata progettata e realizzata dalla Space X, società di Elon Musk, il fondatore di Tesla, che avvia così un nuovo corso per l’astronautica statunitense, con navicelle spaziali fornite alla Nasa come si trattasse di un taxi. La missione durerà in totale 180 giorni, l’arrivo alla stazione ISS è previsto per la giornata di martedì alle 5 del mattino (orario italiano).

La missione, come detto, rappresenta un ritorno significativo nello spazio, dopo 9 anni di assenza (dal ritiro dello Shuttle) degli astronauti statunitensi tornano a viaggiare in orbita a bordo di un mezzo realizzato negli Stati Uniti. Negli anni trascorsi dal ritiro dello Shuttle, la Nasa ha pagato sostanziose cifre per far viaggiare i propri equipaggi su mezzi dell’agenzia spaziale russa Roscosmos.

Per Musk questo è un risultato che però va ben oltre l’analisi delle ripercussioni nei rapporti tra superpotenze. Da sempre un suo obiettivo, i viaggi nello spazio targati Space X, hanno iniziato a prendere forma quando, nel 2014, la Nasa ha accordato un finanziamento da 2,6 miliardi di dollari per costruire Crew Dragon.

La navicella partita da Cape Canaveral è progettata per ospitare fino a 7 persone e il suo volo è completamente automatico e gestito dai computer di bordo, nonostante, in caso di necessità, i piloti possano prendere il controllo del vettore. Parafrasando Armstrong, un piccolo (grande) passo per Musk verso Marte, il suo vero sogno nel cassetto. Con tanto di complimenti da parte del Presidente eletto Joe Biden.

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