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L’eCommerce cala del 3%, ma per il tonfo del turismo

Vale 30,6 mld. Gli acquisti di beni crescono del 31%, l'aumento più alto di sempre

L’eCommerce in Italia quest’anno calerà del 3% e si attesterà a 30,6 miliardi di euro, nonostante la pandemia di Covid abbia innescato una forte accelerazione verso il digitale e abbia determinato uno dei cambiamenti più profondi nel Retail degli ultimi dieci anni. Può sembrare una contraddizione evidente, ma in realtà – come evidenzia l’Osservatorio eCommerce B2c del Politecnico di Milano nel report “eCommerce B2c:la chiave per ripartire” – il calo è dovuto sostanzialmente alla performance dei servizi, in particolare quelli legati al turismo e ai trasporti.

Il segmento dei servizi, infatti, perde quasi la metà del proprio valore (il 47% per l’esattezza) e scende a 7,2 miliardi di euro. Al contrario, gli acquisti online di prodotti raggiungono i 23,4 miliardi di euro (circa il 31% in più), vale a dire che guadagnano 5,5 miliardi di euro in 12 mesi, l’incremento annuo più alto di sempre . Questo segmento oltretutto registra una crescita pressoché doppia rispetto al trend mondiale (+16%, 2.600 miliardi di euro)

Ma anche se il valore assoluto cala del 3%, l’eCommerce cresce di importanza e adesso assicura l’8% del totale delle vendite Retail, ovvero 2 punti in più rispetto al 2019. “Significa che in un solo anno abbiamo avuto un salto evolutivo che generalmente ottenevamo in almeno 2 anni. Mai come quest’anno, l’eCommerce ha svolto un ruolo determinante nella riprogettazione delle strategie di vendita e di interazione con i consumatori per fronteggiare la crisi del settore Retail post-pandemia” sottolinea Valentina Pontiggia, Direttore dell’Osservatorio eCommerce B2c “Cresce leggermente anche la penetrazione dei servizi che passa dal 10,7% all’11%”.

Crescono gli acquisti di cibo e medicinali

Per quanto riguarda i prodotti, i settori più maturi crescono con un tasso sostenuto, ma non raggiungono la media di mercato: l’Informatica ed elettronica di consumo vale online 6,2 miliardi di euro (+20%), l’Abbigliamento 3,9 miliardi (+22%) e l’Editoria 1,2 miliardi (+18%). I comparti emergenti invece crescono a ritmi molto più sostenuti: il Food&Grocery genera 2,7 miliardi di euro (+70% rispetto al 2019) e l’Arredamento e home living 2,4 miliardi (+32%). Buona anche la crescita delle categorie racchiuse in “Altri prodotti” (+37% rispetto al 2019), come Beauty e Pharma, ma anche Giochi e Ricambi d’auto. Questi tre segmenti, in valore assoluto, sono quelli che contribuiscono maggiormente alla crescita: dei 5,5 miliardi di euro di incremento totale, 1,1 miliardi sono realizzati dal Food&Grocery, 1 miliardo dall’Informatica ed elettronica di consumo e 700 milioni dall’Abbigliamento.

Di contro, per quanto riguarda i servizi, Turismo e trasporti accusano la battuta d’arresto maggiore: si attestano a 4,8 miliardi di euro, il 56% in meno di un anno fa. Critica anche la situazione del Ticketing che ancora oggi è sottoposto a pesanti limitazioni. In controtendenza le Assicurazioni che crescono del 6% e si assestano su 1,6 miliardi di euro.

Cambiano i consumatori, non ancora le imprese

“La pandemia ha avvicinato all’eCommerce di prodotto tanti nuovi utenti e ha agito positivamente sulla frequenza di spesa dei web shopper già acquisiti” sottolinea Alessandro Perego, Responsabile Scientifico degli Osservatori Digital Innovation. Le abitudini di acquisto in effetti sembrano profondamente cambiate. La frequenza con cui si effettua un acquisto con l’eCommerce ad esempio è cresciuta del 79% e il contante perde sempre più terreno a favore dei pagamenti digitali. I consumatori italiani richiedono inoltre a insegne e brand di adeguare i loro servizi nei punti vendita fisici, per beneficiare anche in questi casi delle comodità che offre il digitale. “Purtroppo, la digitalizzazione delle imprese italiane è ancora lontana dalla media europea, ma confido che questo momento di ridefinizione degli equilibri economici possa servire a colmare questo gap” ha aggiunto Roberto Liscia, Presidente di Netcomm.

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