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Simulazione tasse Partita Iva

Come si calcolano le spese e le tasse in base al regime fiscale per il quale si è deciso di optare

Chi ha intenzione di aprire una Partita Iva dovrebbe conoscere alla perfezione il regime fiscale vigente nel nostro Paese e avere un quadro molto chiaro dei costi di gestione al fine di stabili con esattezza i compensi e le tariffe da applicare. In questo articolo spiegheremo come si calcolano le spese e come si calcolano le tasse in base al regime fiscale per il quale si è deciso di optare. Optare per il regime forfettario prevede delle semplificazioni (e dei risparmi) nel calcolo delle imposte da pagare. E’ importante fare una distinzione tra “fatturato lordo” e “guadagno netto“.

Chi lavora con Partita IVA deve versare imposte e contributi previdenziali, in base del reddito prodotto, della tipologia di attività, del regime fiscale optato ma anche da altri parametri variabili.

Per fatturato lordo si intende semplicemente l’entità dell’incasso complessivo. Se incassiamo da un cliente 100 euro al mese, il nostro incasso lordo sarà di 1200 euro l’anno. Solo sottraendo le imposte da pagare potremo avere contezza dei soldi che finiranno realmente nelle nostre tasche.

Simulazione tasse regime forfettario

Il calcolo delle tasse per chi opta per il regime forfettario prevede deve essere fatto sulla base di percentuali fisse stabilite per ogni Codice ATECO. Per questo regime fiscale possono optare tutti i professionisti il cui reddito non superi i 65.000 euro annui. I titolari di Partita Iva sono chiamati a versare le tasse in un’unica imposta sostitutiva con aliquota fissa al 15% o al 5% del reddito imponibile. Va anche detto che chi aderisce al regime forfettario è anche esente dall’Iva e dall’obbligo di fatturazione elettronica. Non si applicheranno gli studi di settore e l’esterometro e potranno anche beneficiare di una contabilità semplificata.

Chi opta per il regime forfettario, a differenza di chi opta per il regime ordinario, non può scaricare le spese. Infatti per questo regime le spese devono essere calcolate su base fissa in ragione di un coefficiente di redditività predefinito per legge per ogni settore o attività economica. Per il settore dei venditori ambulanti o online, il coefficiente di redditività è del 40% mentre per parrucchieri ed estetisti è pari al 67%. Volendo simulare la situazione delle tasse da pagare per un commerciante, ipotizziamo che un commerciante di nome Giuseppe abbia un reddito lordo di 20 mila euro. Essendo, per i commercianti, pari al 40% il coefficiente mentre le spese al 60%, il conto è presto fatto.

Se il reddito è 20 mila euro, il coefficiente di redditività sarà pari a 8.000 euro. Per una parrucchiera, ad esempio, il coefficiente di redditività è del 67%. Se il suo reddito lordo è di 33 mila euro annui, il reddito imponibile sarà pari a 22.100 euro. Stabilito il reddito imponibile si procederà al calcolo tasse e guadagno netto. L’adesione a questo regime prevede il versamento di un’imposta sostitutiva con aliquota al 15% del reddito imponibile. Nel caso precedente del commerciante Giuseppe (che ha un reddito di 20 mila euro e un reddito imponibile di 8 mila euro) si dovrà calcolare il 15% del reddito imponibile (1200 euro), in questo modo si otterrà un guadagno netto dato dalla sottrazione 20.000 – 1.200 = 18.800 euro.

Simulazione tasse Partita Iva, regime ordinario

Nel caso delle partite Iva del regime ordinario, simulare le tasse da pagare è tutt’altro che facile. Il linea di principio va sottratto, al reddito lordo, la complessità delle spese sostenute (se detraibili) voce per voce. In base alla fasce di reddito vengono predeterminati i relativi tributi, con aliquote che variano in base alla fascia di reddito. Ecco perchè, soprattutto chi opta per il regime ordinario, è bene che si faccia seguire da un bravo commercialista al fine di monitorare attentamente il fatturato e valutare le successive spese da intraprendere. Al reddito lordo, oltre le spese detraibili vanno anche sottratti i contributi previdenziali pagati.

L’entità di contributi è variabile e dipende strettamente dalla Cassa Previdenziale di riferimento e dalle aliquote previste. Vanno anche aggiunte tutte le spese sostenute per l’acquisto di materiali, per il carburante del mezzo, i costi telefonici e le spese per eventuali collaboratori o dipendenti. Ovviamente vanno anche sottratti gli onorari pagati al commercialista. Solo dopo aver fatto tutte questi calcoli molto complessi, si può ponderare in modo corretto il tariffario da applicare cercando di non andare fuori mercato. Per coloro che non vogliono sostenere i costi di un commercialista (che spesso sono esosi), è possibile anche affidarsi a dei software online molto precisi e puntuali che daranno una grossa mano d’aiuto nella gestione della propria contabilità.

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