martedì, Ottobre 27, 2020

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Turismo, nel 2020 persi oltre 100 miliardi di euro

Sono 65 milioni le presenze in meno nel nostro Paese

Il comparto del turismo italiano nel 2020 ha perso introiti per circa 100 miliardi di euro. Nei mesi che vanno da giugno ad agosto, nonostante la ripresa di molte attività post lockdown, le presenze perse sono oltre 65 milioni.

E’ il quadro drammatico fotografato da due studi di Confcommercio e Assoturismo, che si sono trovati a dover confermare le loro previsioni “al ribasso” fatte a marzo. Infatti secondo Luca Patanè, presidente di Confturismo-Confcommercio: “A fine marzo ipotizzavamo una perdita di valore della produzione del turismo nel 2020 nell’ordine dei 100 miliardi di euro: allora sembrava una visione eccessivamente drammatica”.

Secondo la rilevazione dell’Indice di fiducia dei viaggiatori italiani condotta, tra il 23 e il 31 agosto, da Swg per conto di Confturismo-Confcommercio, luglio è stato il mese della ripartenza, seppur non ai livelli del passato, per il settore turistico. Mentre ad agosto le vacanze sono state in generale più brevi e con una spesa contratta.

Nelle rilevazioni di giugno poi il 69% degli italiani si diceva convinto che sarebbe riuscito a fare almeno qualche giorno di vacanza entro agosto, tra lo stesso campione, intervistato successivamente, solo il 60% è riuscito effettivamente a partire (-9%).

Tra le motivazioni poste per un eventuale non partenza molti indicano le preoccupazioni per la pandemia (52%), oltre ad un 47% che ha evitato le vacanze per difficoltà economiche o assenza di ferie.

Se poi analizziamo le vacanze degli italiani anche dal punto di vista qualitativo la situazione è tutt’atro che rosea, infatti: solo il 41% dei fortunati che sono riusciti a partire ha fatto vacanze di lunghezza tradizionale (almeno 5 notti di pernottamento), mentre il 19% del campione ha dichiarato di aver fatto vacanze più brevi e frazionate in diversi periodi.

La quasi totalità dei viaggiatori italiani è rimasta in Italia (il 96% degli intervistati) mentre il restante 4% che ha deciso di andare all’estero è comunque rimasto all’interno dei confini europei. Forte riduzione delle partenze per luoghi molto frequentati in passato come Mar Rosso e Spagna.

Secondo poi le stime elaborate da Cst Firenze per Assoturismo Confesercenti, le presenze turistiche straniere nel nostro Paese si sono ridotte del 65,9% rispetto all’anno scorso svuotando così le città d’arte (-49,6%) che prima venivano prese letteralmente d’assalto, specialmente nei mesi estivi.

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